Mortdecai, ammicca il baffo


mortdecaiCineseAmmicca il baffo
Tanti bei siparietti
Manca di ritmo

La bella leggerezza di un mondo ovattato, dove si frequentano gli stessi luoghi di classe (e il truffatore e il commissario sono stati insieme nel collegio), si rischia di fallire senza finire in miseria, i servitori sono felici di essere servitori e anche i criminali più violenti, magari uccidono e non spargono sangue.

C’è un’amoralità, ma di classe e senza veri effetti negativi, c’è una curiosità senza coinvolgimento e le prese di posizione possono avere la rilevanza di un baffo… un conato e nessuna svomitazzata da lavanda gastrica… qualcuno sparisce, forse, ma tutto si muove senza pathos.

E poi oltre a Johnny  gigione, gigionissimo come sempre, a Gwyneth gnocca di classe (e di solito per lei non mi entusiasmo), a Ewan che dovrebbe essere innamorato senza speranza (ma che non è vendibile come “sfigato” ), a Olivia Munn, femme fatale (ma proprio telefonatissima e senza alcun appeal di sviluppo, se non la sua fisicità), insomma qualche battuta da poco più di Alvaro Vitali (e talvolta anche poco meno) , qualche virtuosismo, qualche sketch,  tutto tende al massimo al carino, all’icona della figurina statica, senza che la dinamica, pur attesa abbia alcuno sviluppo.

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Forse è solo l’aria stantia di libri di culto almeno due o tre decenni fa, forse la realizzazione senza qualità peculiari sfruttando la riconoscibilità di attori, già tanto caratterizzati, sperando di ricreare un’atmosfera retrò.

Ma…perché ?  Chi glielo fa fare ?

L’unico che ne esce bene, per me, è Paul Bettany, il servo Jock Strapp che ha l’unico ruolo capace di strappare qualche sorriso e lo interpreta da grande.

Mortdecai – Wikipedia – IMDd

 

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This article was written on 06 Mar 2015, and is filled under Non è il mio genere, Scuse per parlare di film.

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