Still Alice


Alice Alice è una studiosa affermata, una linguista autorevole, insegna all’università, vive in una bella casa a New York e compie cinquant’anni nella prima scena del film. La festeggia la sua solida, complice, affettuosa famiglia: John, il marito amorevole, Anna la figlia avvocato con il compagno, Tom, il figlio medico. Manca solo Lydia, la figlia più giovane, impegnata altrove come attrice, ma ricordata nell’occasione con un sorriso di tenera condiscendenza.

Nei primi minuti del film, anche se siete totalmente digiuni della storia, avrete già intuito che l’abbraccio accogliente di quella famiglia sta per subire un qualche trauma. Così infatti accade: Alice inizia a non sentirsi bene, ad avvertire piccoli continui disturbi. Scorda parole, si sente smarrita, percepisce la propria forza compromessa. La diagnosi di Alzheimer precoce è il passo successivo. Non considerate spoiler questa mia ultima frase: è impossibile fare spoiler di un film come questo perché è semplicemente, drammaticamente, la storia di una donna che si scopre ammalata di Alzheimer a cinquant’anni, della sua famiglia, della sua fragilità e dell’amore di cui viene investita.

Julienne Moore ha già vinto il Golden Globe per la sua interpretazione di Alice, portandosi un passo avanti verso gli Oscar, per i quali è candidata come Migliore Attrice Protagonista. Alec Baldwin abbandona l’espressione sorridente e legnosa che spesso lo accompagna ed è credibile nella parte del marito addolorato e confuso; risulta attendibile persino Kristen Stewart, che interpreta la giovane figlia Lydia, decisa a diventare attrice contro il parere di tutti per la maggior parte del film, conflittuale e indipendente, ma pronta a farsi carico della madre quando il peso del dramma impone alla famiglia di strutturarsi con forza e presenza intorno alla malata.

Alice e Lydia/Kirsten Stewart

Alice e Lydia/Kirsten Stewart

Non è una pellicola distensiva, non è piacevole, non è quello che vi ci vuole in una serata di evasione filmica. È come una finestra che si spalanca sulla vita stravolta di una famiglia che potrebbe essere la vostra, per poi chiudersi dopo 99 minuti sui titoli di coda senza darvi risposte, consigli, né un minimo di speranza o consolazione. Ma è ben fatto e perfettamente plausibile nel suo evolversi.

Resta sempre a un passo dalla facile soluzione empatica, quindi non commuove e talvolta si dipana con inevitabile freddezza.

Ma è la stessa indifferente freddezza con cui ci si squadernano davanti, la maggior parte delle volte, i nostri piccoli drammi privati.

Still Alice – IMDb Wikipedia

mich
Non ha mai visto La Febbre del Sabato Sera. Guarda con molto sospetto i pop corn che escono dal microonde. Per molto tempo ha pensato di vivere in un trailer.

Lascia un commento

Information

This article was written on 18 Feb 2015, and is filled under Scuse per parlare di film.

Current post is tagged

, , , , ,