The Imitation Game: il più bravo di tutti


turing

Sarà perché io sto scrivendo su un computer e voi state leggendo da un computer.

Sarà perché “computer” avrebbe oggi un significato completamente diverso se non fosse esistito Alan Turing.

Sarà perché Turing, come del resto faccio io, incatenava la sua tazza da tè al calorifero per non farsela rubare.

Sarà perché pensavo che da grande avrei fatto il matematico e quando mi imbattei nell’opera di Alan Turing tutto il resto perse progressivamente senso.

Sarà perché ai tempi in cui pensavo che da grande avrei fatto il matematico di Bletchley Park si sapeva poco o nulla, ricordo di averne sentito parlare per la prima volta durante uno dei confronti (che a fatica si potevano definire civili) con il relatore della mia tesi.

Sarà perché pensavo di sapere tutto di Turing e quella notizia, cioè che da solo aveva vinto la seconda guerra mondiale, mi fece eufemisticamente una certa impressione.

Sarà perché ogni volta che parlo di Turing non riesco a non pensare al fatto che lo arrestarono per omosessualità, che lo condannarono per omosessualità, che lo obbligarono alla castrazione chimica per omosessualità.

Sarà che mi sembra che non ci si possa scusare abbastanza non solo con lui ma con l’umanità intera per i torti che ha subito e che di conseguenza abbiamo subito tutti noi.

Sarà perché lui non alzò mai una mano durante tutto il periodo in cui fu perseguitato per dire “Scusate, sono un eroe di guerra, la smettiamo?” e anzi continuò fino alla fine a dire “Quello che provo non dovrebbe essere un reato in nessun universo possibile.”

La leggenda urbana più famosa a Cupertino

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Sarà perché si è suicidato mangiando una mela avvelenata con il cianuro.

Sarà perché quando morì aveva in testa qualcosa, era qualche anno che si occupava di biologia e di fisica, non lo sapremo mai.

Sarà perché Turing aveva una forma di genialità senza precedenti, rigorosa ma discorsiva (ricordo la strana sensazione, dopo anni di libri di formule su cui rompersi la testa, di arrivare a leggere i suoi articoli e trovarsi di fronte discorsi, frasi, quasi aneddoti! una cosa che per un matematico era inaudita), profonda e ad amplissimo spettro, teorica e incredibilmente pratica, quasi impossibile da raccontare.

Sarà perché, per dire il tipo, a 34 anni Turing iniziò una seria carriera come corridore che lo portò dopo soli due anni a un passo dall’essere selezionato per la squadra olimpica britannica di maratona alle Olimpiadi del 1948.

Sarà perché la storia di Bletchley Park, ormai finita su decine di libri e trattati, non è semplice da raccontare e da trasporre in un film: la spettacolare macchina Enigma; le idee di Turing e su come fare per decifrarne i messaggi; la costruzione della cosiddetta “bomba” che stranamente nel film viene chiamata Christopher (per scelta dello sceneggiatore Graham Moore) e non “Victory” come fu nella realtà.

Sarà anche perché il film è forzatamente inaccurato dal punto di vista storico ma lo è in modo ingegnoso e perché il personaggio di Joan Clarke riesce alla fine a rendere simpatica anche una come Keira Knightley.

**Abbastanza** simpatica

**Abbastanza** simpatica

Sarà infine perché mi aspettavo di vedere Sherlock Holmes e di arrabbiarmi al minuto zero e invece ho visto Alan Turing, l’ho proprio visto e per un attimo non ho più sentito la terra sotto ai piedi, tanto che in un suo sguardo a un certo punto mi è sembrato di cogliere l’indecidibilità del teorema dell’arresto (di cui Cumberbatch non ha probabilmente nessun sospetto, come non aveva quasi idea di chi fosse Turing).

Quel demonio di bravura di Cumberbatch

Per tutti questi motivi The Imitation Game è un film che andrebbe visto, perché molte, troppe persone non sanno chi fosse Alan Turing, il più bravo di tutti e quali traguardi riuscì a raggiungere. Perché la sua è stata una storia emozionante (chi avrebbe mai pensato che la vita di un matematico sarebbe potuta essere così emozionante?) e terribilmente tragica che andrebbe insegnata a scuola.

E perché quel demonio di Cumberbatch (bello, affascinante, con quella voce pazzesca) ha dimostrato a tutti di essere un grandissimo attore.

The Imitation Game – IMDbWikipedia

Scrive romanzi e racconti. Da sempre appassionato di fantascienza e da quasi sempre di cinema e teatro, scrive di notte nel silenzio della campagna inglese o tormentato dal vento del Mare del Nord.

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This article was written on 20 Dic 2014, and is filled under Parlo mai di astrofisica io?, Scuse per parlare di film.

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